per l’azienda

Che cos’è il tirocinio?

E’ uno strumento previsto dalla legge che consente:

– al giovane di entrare in un ambiente di lavoro, di mettersi alla prova, di orientare o verificare le sue scelte professionali, di acquisire un’esperienza pratica certificata che potrà arricchire il suo curriculum;

– all’azienda di conoscere potenziali collaboratori da inserire in futuro nel proprio organico, di formarli in modo specifico secondo le proprie esigenze.

Chi può fare il tirocinio?

Possono fare un tirocinio:

– soggetti non occupati, diplomati e neo-laureati entro 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio;

– inoccupati, disoccupati, lavoratori in mobilità, sospesi in regime di CIG;

– disabili svantaggiati, particolarmente svantaggiati non occupati.

Età dei destinatari

Minimo 16 anni

Quanti tirocinanti può avere un’azienda?

I datori di lavoro possono ospitare tirocinanti in relazione al numero dei dipendenti a tempo indeterminato, a tempo determinato superiore a sei mesi, in proporzione al periodo contrattuale di riferimento, assunti con contratto stagionale di durata no inferiore a tre masi, nonché soci e/o familiari coadiuvanti inseriti nell’impresa, nei limiti di seguito indicati:

– datori di lavoro senza dipendenti, ad eccezione del lavoro domestico, 1 tirocinante;

– le unità operative con non più di 5 dipendenti, 1 tirocinante;

– le unità operative con un numero di dipendenti compreso tra 6 e 20, non più di 2 tirocinanti contemporaneamente;

– le unità operative con 21 o più dipendenti, tirocinanti in misura no superiore al 10% dei suddetti dipendenti.

Quando non sono attivabili i tirocini?

I tirocini non sono attivabili nelle aree organizzative – uffici, reparti – nei quali sono coinvolti lavoratori in cassa Integrazione Ordinaria, Straordinaria, in deroga, in procedure di mobilità, nei sei mesi precedenti il tirocinio, in licenziamenti collettivi o per giustificato motivo oggettivo nei sei mesi precedenti il tirocinio, in sostituzione di lavoratori con contratti a termine nei periodi di picco delle attività, per sostituire il personale del soggetto ospitante nei periodo di malattia, maternità o ferie né per ricoprire ruoli necessari all’organizzazione dello stesso.

Qual è la durata del tirocinio?

La durata massima del tirocinio è di 6 mesi.

Come si attiva un tirocinio?

E’ necessaria una convenzione tra un ente promotore, in questo caso FOR.AL, e un’Azienda ospitante.

Nel caso di Aziende iscritte a Confindustria non sarà necessario stipulare la convenzione, secondo le disposizioni contenute nel DM Lavoro e Previdenza Sociale 25 marzo 1998, n. 142, poiché sarà ritenuta valida la convenzione “ombrello” stipulata con la stessa Confindustria in data 3 giugno 2010.

Quanto costa l’attivazione di un tirocinio?

Dovranno essere versati a FOR.AL Servizio Orientamento – Ufficio Tirocini al momento dell’avvio del tirocinio i seguenti importi:

€100 + IVA per ciascun tirocinio, per l’attribuzione e la predisposizione di tutta la documentazione.

€50 + IVA per ciascun mese di tirocinio, per il monitoraggio e il rimborso dei contributi assicurativi versati.

Secondo la Legge n. 92 del 28.06.2012, Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita, in base all’Art. 1 (Disposizioni generali, tipologie contrattuali e disciplina in tema di flessibilità in uscita e tutele del lavoratore) commi 34-36 l’azienda ospitante deve prevedere per il tirocinante il “riconoscimento di una congrua indennità, anche in forma forfettaria, in relazione alla prestazione svolta”; si ritiene congrua un’indennità di partecipazione minima mensile di € 300,00 lordi corrispondente all’impegno massimo di 20 ore settimanali, tale importo aumenta proporzionalmente in relazione all’impegno del tirocinante fino a un massimo di 40 ore settimanali in coerenza degli obiettivi del progetto formativo, corrispondente ad una indennità di partecipazione minima mensile pari a € 600,00 lordi; nel caso di tirocini in favore di lavoratori sospesi o comunque percettori di forme di sostegno al reddito, in quanto fruitori di ammortizzatori sociali, l’indennità di partecipazione non viene corrisposta, ma il soggetto ospitante è tenuto a riconoscere il rimborso delle spese sostenute per vitto e trasporto. Secondo il comma 35 “la mancata corresponsione dell’indennità di cui alla lettera d) dell’art. 34 comporta a carico del trasgressore l’irrogazione di una sanzione amministrativa il cui ammontare è proporzionato alla gravità dell’illecito commesso, in misura variabile da un minimo di 1.000 ad un massimo di 6.000 euro”.

SE INTERESSATO COMPILARE IL MODULO DI RICHIESTA DI COLLABORAZIONE

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.

Chiudi