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Anniversario Cesare Canefri

267 anni fa, il 17 luglio 1752 nasceva a Novi lo scienziato illuminista Cesare Canefri, a cui il 29 ottobre 2004 è stata intitolata l’agenzia formativa For.Al di Novi Ligure. Lo scienziato novese è una figura forse poco conosciuta ma estremamente significativa per la storia della città e per il progresso scientifico italiano alla fine del ‘700.

Il medico e chimico novese Cesare Niccolò Canefri caratterizzò la cultura scientifica italo-settentrionale nel secondo Settecento. Spirito enciclopedico, uomo dalla sconfinata erudizione, mente dinamica e ricettiva, Canefri fu scienziato aperto al nuovo e all’utile, autentico fautore di quei Lumi che stavano cambiando, nella seconda metà del XVIII secolo, non solo il modo di fare scienza, ma il volto stesso del mondo.

Cesare Canefri nacque a Novi il 17 luglio 1752 e studiò presso il collegio dei Gesuiti, prima di laurearsi in medicina e di esercitare la professione. Nel 1782 seguì a Vienna Girolamo Durazzo, ministro plenipotenziario della repubblica ligure presso la corte austriaca e, successivamente, visitò miniere e fonderie ungheresi, allo scopo di perfezionare le conoscenze sulle tecniche estrattive e la lavorazione dei minerali.

A Vienna, entrò in contatto con i maggiori luminari dell’Accademia Imperiale e dell’Università asburgica, dedicandosi alla storia naturale d’impostazione linneana, alla mineralogia e alla chimica. Stretti anche i suoi legami con i migliori esponenti della scienza francese: fu lui, infatti, a sottoscrivere ed a diffondere, per primo nel Nord Italia, la rivoluzione chimica di Lavoisier, contribuendo a far conoscere quanto di più innovativo andasse maturando al di là delle Alpi.

Tornato in Italia, vinse la cattedra di storia naturale all’Università di Genova, diventando anche il primo docente di mineralogia nella storia dell’ateneo ligure. Notevole, fu la sua azione di aggiornamento dei corsi universitari, grazie alla quale l’Ateneo genovese migliorò le proprie strutture istituzionali e si aprì al più moderno spirito di riforma. A lui si deve infine la prima codificazione in senso odierno della chimica farmaceutica.

Medico di fiducia di Ippolito Durazzo, Canefri legò la sua intera carriera – scientifica, professionale e accademica – alla tutela patronale della nobile famiglia ligure, curando anche le crescenti collezioni di storia naturale del museo di Comigliano. Membro di varie ed importanti Accademie europee, e collaboratore della “Biblioteca fisica d’Europa”, fu tra l’altro autore di un discusso trattato sulla legatura del cordone ombelicale e sull’estrazione della secondina (1781). Le innovative ricerche canefriane aprirono la strada allo studio di importanti capitoli della chimica fisiologica e patologica. Lo scienziato si occupò inoltre di sintesi organiche, con particolare attenzione sperimentale verso la chimica vegetale e animale.

La morte lo colse il 13 luglio 1800, mentre stava progettando un ambizioso studio mineralogico ed era impegnato a coordinare i lavori per la stesura di una nuova farmacopea.

Sabato 3 maggio 2003, presso la sala conferenze della Biblioteca Civica, la città di Novi Ligure ricordò la figura di questo suo figlio illustre con un convegno nazionale, organizzato dal Centro Studi “In Novitate” e dal Dipartimento di Storia Moderna dell’Università di Genova.

A seguito del convegno è stato pubblicato il libro “Cesare Canefri e la cultura scientifica nell’Europa del ‘700”, a cura di Davide Arecco e Andrea Sisti.

(informazioni tratte da “Il Novese” del 1/5/2003)

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